Vacanze Settembrine        

 

 Il castello è sullo sfondo della foto di mamma Gina

 

Castel Toblino ha rinnovato l'incantesimo


Sta crescendo il ristorante che da cinque anni gestiscono tra le auguste mura di uno dei più bei castelli trentini Stefano e Germana Bertoni. In un anno il salto è stato notevole per la giovane coppia, che ha studiato e si è impegnata per cambiare e migliorare l'offerta di questo storico ritrovo e che ora punta decisamente alla qualità. Castel Toblino segnava fino a
qualche tempo fa una tappa fissa del turismo germanico in transito verso il lago di Garda. Dopo l'uscita a Trento le colonne d'automobili, che s'inerpicavano lungo la valle dei laghi, sfioravano l'austero maniero rimanendone immancabilmente affascinate e attratte tanto che buona parte dei viaggiatori non sapeva rinunciare ad una breve sosta. Come resistere, infatti, al fascino di questa rocca che si specchia nel lago che la circonda e guarda a squarci di natura ancora indomita, evocando le immagini dei castelli delle fiabe che proprio i romantici tedeschi hanno reso immortali. La sua storia secolare, la funzione di dimora vescovile che ancora rivive nei muri, negli affreschi, nell'ordine degli alberi secolari e delle vigne preziosissime sarebbe troppo lunga da rievocare in queste poche righe, ma anche il viaggiatore più disattento ne può cogliere il senso. A conservare quest'atmosfera ha contribuito anche Stefano Bertoni con la sua gestione attenta e rispettosa. Difficile da dimenticare può, infatti, risultare una cena consumata sulla balconata che affaccia sul lago. Tre tavolini a ridosso della ringhiera, illuminati solo dalle candele, possono dare l'estasi alle coppie di innamorati. Se poi si aggiunge che a questo osservatorio privilegiato giunge il canto degli aironi cinerini che popolano il lago o l'immagine delle anatre selvatiche che vi fanno tappa nel loro rituale viaggio verso sud, il gioco è bello che svelato. L'accesso rivela i riti del castello: la corte racchiusa tra le alte mura di difesa, la scala che porta alla balaustra, l'ampia ed elegante sala da pranzo. In tavola vi verrà proposta una buona cucina di pesce di mare e di lago e piatti di terra legati soprattutto al territorio. Per antipasto la carta propone luccio perca in salsa su polenta alla piastra, capesante arrostite allo speck su carpaccio di zucchine, deliziose queste, delle millefoglie di lavarello e pomodoro su vellutata di sedano e una terrina alla ricotta di capra con mostarda di pere. Molto gradevole anche il filettino di coniglio marinato alle erbe aromatiche con bouquet di insalatine. Tra i primi i tagliolini alle sarde di lago (del Garda) pinoli e uvetta. Linguine ai pomodorini con scampi e zucchine e tortelli alle melanzane. In omaggio al territorio, i canederlotti ai finferli con fonduta ai formaggi di malga e tartufo. Straccetti di pasta saracena con ragù d'anatra e risotto alla fonduta di caprino con coscette di quaglia. Da provare gli agnolotti di brasato con tartufo (peccato che fosse quello conservato). Come detto pesci di lago: Luccio al vapore su dadolata di verdure, e di mare: i filetti di rombo con passatine di verdure e verdure croccanti. Buona la Tartarre di tonno con asparagi di mare. Tra i piatti di carne spicca la quaglia ripiena con crema di patate e finferli e il filettino di maialino in crosta di porcini e infine petto di piccione con verdure croccanti. Ottimi i dessert tra cui la zuppetta ai frutti di bosco con terrina di yogurt e cialde croccanti, lavagnette di cioccolato e mousse alla menta, cappuccino freddo e carena ai tre cioccolati e la composizione di dessert. Per il menù degustazione di quattro portate spenderete 35 euro che non rimpiangerete. Fornita la carta dei vini, cortese il servizio. Chiuso il martedì e da metà novembre a marzo. Castel Toblino, via 

Caffaro 1 (0461.864036) Angelo Carrillo TORBOLE. 

 

Luccio perca in salsa con polenta alla piastra. 

 

Ingredienti per 4 persone:  luccio perca due filetti da 200 g ciascuno, sedano 50 g, una carota, una cipolla, capperi 20 g, acciughe cinque filetti, un limone, alloro 2 foglie. Olio extra vergine del Garda 2 dl. Sale e Pepe in grani. Polenta gialla fredda 12 fette diametro 6 cm. Due pomodori maturi.

 

Preparazione: in una casseruola con un litro d'acqua insieme al sedano la carota e la cipolla tagliati grossolanamente,

aggiungere il sale l'alloro e il pepe in grani e portare ad ebollizione. Spegnere e adagiare i filetti di luccio già privati delle lische e della pelle lasciare il tutto fino a raffreddare, scolare e tagliare i filetti a losanghe. Nel mixer mettere i filetti d'acciuga, i capperi lavati, il succo del limone e montare a crema con l'olio a filo.Prendere le fette di polenta (spessore 1cm) e passarle sulla piastra calda da ambo i lati, quindi adagiare su ogni fetta le losanghe di luccio e coprire il tutto con la crema. Disporre su un piatto di portata tre fette per persona con al centro la concassea di pomodoro, guarnire con erba cipollina e fiori di nasturzio.